UNO STUDIO FERRERO, TECNOLOGIA E PALESTRA ELISIR DI LUNGA VITA-2-

Non c’e’ quindi un principio attivo scatenante, che determina un invecchiamento migliore o peggiore, ma un insieme di fattori che puo’ dare risultati radicalmente diversi. E’ proprio quanto la Fondazione Ferrero, con l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, ha dimostrando studiando un campione di cittadini anziani di Alba, nel cuneese. Lo studio ‘Invecchiamento di successo’, presentato oggi, ha riguardato dal 2010 un campione di 969 persone, suddivise tra due campione equivalenti composti da 502 pensionati dell’azienda che partecipano attivamente alle iniziative della Fondazione, e altri 467 anziani che non frequentano la fondazione e non hanno mai lavorato in Ferrero. I risultati sono evidenti: gli ex dipendenti Ferrero sono piu’ longevi, con un tasso di sopravvivenza superiore del 9% rispetto a chi non lavorava nell’azienda cuneese. Non solo, gli ex dipendenti Ferrero sono piu’ sani, hanno migliori indicatori sanitari, e quindi anche minori accessi alle strutture ospedaliere, e quindi generano un costo sociale inferiore. Guardando invece, tra gli anziani Ferrero, e suddividendoli tra coloro che frequentano o meno le attivita’ proposte dalla Fondazione, per quanto riguarda malattie croniche, obesità, diabete, dislipidemie, ipertensione, malattie dell’apparato respiratorio, invalidità a 90 anni solo nel 4% dei casi si registra uno stato di salute non buono, contro il 16% di chi invece non le frequenta.