Il prossimo avversario del Livorno: il Gubbio degli ex Di Carlo, Mezzanotti e Fazzi

LA STORIA – Il Gubbio nasce nel 1910, quando Don Bosone Rossi, sacerdote eugubino porta a Gubbio, il calcio tra la città dei Ceri. I primi campionati disputati si svolgono prima a livello provinciale e poi Regionale. I successi ottenuti in campo dilettantistico inducono, nel 1936, i dirigenti del Gubbio a presentare domanda di ammissione al Campionato Nazionale di serie C. La Federazione da il “nulla osta”. La squadra del Gubbio rimane in questa categoria fino al 1940. Dopo la seconda guerra mondiale, il Gubbio, riprende con il Campionato dilettanti Regionale nel 1945-46 ottenendo la vittoria dopo uno spareggio e grazie a questo risultato la Federazione invita ufficialmente il Gubbio a disputare nuovamente il Campionato Nazionale di serie C. Nella stagione 1946-47 arriva il risultato più prestigioso della storia del calcio eugubino: grazie allo spareggio di Pesaro contro il Baracca Lugo, vinto per 2-0, il Gubbio è promosso in serie B. Nel 1949 il Gubbio retrocede in serie C. Il 26 aprile 1998 il Gubbio festeggia il ritorno in C2. Alla guida della squadra c’era Leonardo Acori ex allenatore del Livorno. Nella stagione 2009-2010, nel centenario della sua fondazione, ha vinto la promozione in C1. Anche nella stagione 2010-2011 il Gubbio con Vincenzo Torrente in panchina vince il campionato e sale per la seconda volta nella sua storia in serie B. Un’annata sfortunata per i rossoblù, quella del 2011-2012, nella cadetteria del calcio italiano, conclusasi con una amara retrocessione. Dopo un anno retrocede in serie C. Nel 2015 la retrocessione in serie D, per poi tornare in Lega Pro nel 2016. Da allora milita in serie C, da dieci anni consecutivi.

IL TECNICO

Domenico Di Carlo è nato il 23 marzo 1964 a Cassino (Frosinone). Dopo una lunga carriera da calciatore iniziata nel 1979, passa nelle giovanili del Como e inizia a giocare nella squadra della sua città: il Cassino in serie C2. Ha vissuto le sue stagioni più importanti a Palermo (dal 1987 al 1991) e soprattutto Vicenza dove è rimasto per ben nove anni collezionando la bellezza di 268 presenze e 9 reti tra serie A, B e C1, vincendo anche la Coppa Italia nella stagione 1996-97. Ha giocato anche nel Livorno nel campionato 2000-01, dove in pratica chiuse la carriera da giocatore. Alla guida degli amaranto c’era Osvaldo Jaconi, il mago delle promozioni in serie C. Di Carlo diventerà il capitano della squadra guidata dal tecnico di Civitanova Marche. Nell’unica stagione labronica colleziona 27 presenze in campionato e 3 nei playoff. Con il Livorno perde la doppia finale playoff per la promozione in serie B con il Como. Quindi intraprende la carriera di allenatore piazzandosi primo nella graduatoria di fine corso a Coverciano, presentando una tesi sul movimento senza palla degli attaccanti e sui calci piazzati. Dopo un periodo all’interno del settore giovanile del Vicenza allenando la Primavera, nel 2003 diventa il tecnico del Mantova in serie C2. In due anni, guida i lombardi a due promozioni consecutive fino alla serie B che mancava da trentadue anni. Addirittura nella stagione 2004-05 sfiora la promozione in serie A pareggiando il doppio confronto nella finale playoff contro il Torino che viene promosso solo grazie al miglior posizionamento in classifica. Conclusa la sua esperienza in Lombardia, dopo quattro anni, nella stagione 2007-08 la sua prima esperienza in serie A con il Parma, terminata con un esonero il 9 marzo 2008 dopo la sconfitta casalinga con la Sampdoria. Il 4 novembre 2008 Di Carlo subentra a Iachini alla guida del Chievo, conquistando un’insperata salvezza con una giornata di anticipo. Viene riconfermato alla guida del Chievo e chiude la stagione ottenendo una nuova salvezza. Il 26 maggio 2010 viene ingaggiato dalla Sampdoria. In estate non riesce a passare il turno preliminare di Champions League, quindi, il 7 marzo 2011, dopo la sconfitta interna con il Cesena (2-3), viene licenziato. Il 9 giugno 2011 ritorna ad allenare il Chievo, terminando la stagione al 10° posto in classifica. Rinnova il contratto con la società veneta ma il 2 ottobre 2012, dopo cinque sconfitte consecutive, viene sollevato dall’incarico di allenatore. Il 21 gennaio 2014 diventa allenatore del Livorno e il 19 aprile 2014, dopo la sconfitta 3-0 col Milan, viene esonerato. In 14 gare ha raccolto 12 punti (3 vittorie, 3 pari, 8 sconfitte) e il penultimo posto in classifica. L’8 dicembre 2014 viene ingaggiato dal Cesena in serie A, sostituendo l’esonerato Pierpaolo Bisoli. A fine stagione, conclusa con la retrocessione in serie B dei romagnoli, viene esonerato. Il 23 novembre 2015 diventa allenatore dello Spezia, sostituendo l’esonerato Nenad Bjelica. Il 5 febbraio 2018 subentra sulla panchina del Novara, al posto dell’esonerato Eugenio Corini e a fine stagione il Novara retrocederà in serie C. Il 13 novembre 2018 torna per la terza volta sulla panchina del Chievo in serie A dopo le dimissioni di Gian Piero Ventura. Tuttavia non riesce a salvare il club clivense dalla retrocessione in serie B. Il 1º giugno 2019 diventa allenatore del L.R. Vicenza, in serie C, squadra dove ha militato dal 1990 al 1999 e di cui è stato allenatore della Primavera dal 2001 al 2003. Vince il campionato con 61 punti raccolti in 27 partite disputate e i veneti tornano così in serie B dopo 3 anni. Nel primo campionato cadetto si piazza 12º con 48 punti ma il 22 settembre 2021, a seguito di un avvio di campionato con 6 sconfitte in altrettante gare, viene esonerato. Il 1º giugno 2022 viene ingaggiato dal Pordenone, militante in serie C. Il 6 marzo 2023, con la squadra al 3º posto, a meno 3 punti dalla vetta, viene esonerato ma l’11 aprile seguente viene richiamato sulla panchina dei ramarri. L’11 luglio 2023 viene ingaggiato dalla Spal, in serie B. Il 2 ottobre 2023, viene sollevato dall’incarico dalla società estense ma viene richiamato il 4 febbraio 2024. Il 3 ottobre 2024 viene ingaggiato dall’Ascoli in serie C, in sostituzione dell’allenatore ad interim Cristian Daniel Ledesma. Il 24 gennaio 2025 viene esonerato dopo la sconfitta con la Lucchese per 2-1 ma il 13 marzo successivo viene richiamato in seguito all’esonero di Cudini. Di solito l’impostazione di base delle squadre allenate da Di Carlo è quella del 4-4-2. All’occorenza può diventare un 4-3-1-2, nel caso in cui vi siano trequartisti in grado di interpretare il ruolo.

CAMPO DI GIOCO

Lo stadio “Pietro Barbetti” è stato inaugurato nel 1977. L’11 maggio 2011 sono partiti i lavori di adeguamento. Quindi l’11 agosto, dopo gli ultimi lavori, ha raggiunto una capienza di 4.939 spettatori

GLI EX DELLA GARA

Sono quattro gli ex della sfida tra Gubbio e Livorno. Tre nelle file dei rossoblu, uno tra le file degli amaranto. Si tratta dell’allenatore del Gubbio Domenico Di Carlo, del vice Davide Mezzanotti e poi il difensore Nicolò Fazzi e il centrocampista Zaccaria Hamlili. Di Carlo ha giocato e allenato il Livorno. Ha giocato nel Livorno nel campionato 2000-01, dove in pratica chiuse la carriera da giocatore. Alla guida degli amaranto c’era Osvaldo Jaconi, il mago delle promozioni in serie C. Di Carlo diventerà il capitano della squadra guidata dal tecnico di Civitanova Marche. Nell’unica stagione labronica colleziona 27 presenze in campionato e 3 nei playoff. Con il Livorno perde la doppia finale playoff per la promozione in serie B con il Como. Poi il 21 gennaio 2014 diventa allenatore del Livorno e il 19 aprile 2014, dopo la sconfitta 3-0 col Milan, viene esonerato. In 14 gare ha raccolto 12 punti (3 vittorie, 3 pari, 8 sconfitte) e il penultimo posto in classifica. Davide Mezzanotti è arrivato in amaranto nel 2001, ruolo difensore fino al 2003. In due stagioni le presenze sono state 25 (più un gol).
Nicola Fazzi, classe 1995, ruolo terzino destro, nella stagione 2004-05 viene acquistato dall’Atalanta, in prestito, il 17 agosto 2018. Debutta in prima squadra il 2 settembre 2018 contro il Pescara. Nel campionato di serie B con la maglia amaranto colleziona 17 presenze e un assist in campionato. Dopo la salvezza del Livorno in serie B ritorna all’Atalanta. Infine per Hamlili invece una sola stagione in prestito dal Bari. Nel 2020-2021 disputò 15 partite (più due assist) con la maglia del Gubbio in serie C.

LA STAGIONE DEI ROSSOBLU

Sabato 29 novembre il Gubbio ospiterà il Livorno. La squadra umbra partecipa per il nono anno consecutivo al campionato di serie C. Nel campionato in corso il Gubbio occupa l’undicesimo posto in classifica, con 17 punti. Su tredici gare si qui disputate, un ranking di tre vittorie, sette pareggi e tre sconfitte. Gli umbri hanno segnato 14 gol altrettante quelle subite. Sette i punti raccolti nelle gare interne, grazie ad una vittorie, tre pareggi e una sconfitta. Otto le reti siglate e sette quelle subite. Federico Carraro, Andrea La Mantia e Christian Tommasini con 3 gol sono capocannonieri dei umbri. Due indisponibili per mister Di Carlo: non recuperano Tentardini e Spina che non partono per Livorno. Di Carlo dovrebbe schierare i suoi con il classico 3-5-2. Tra i pali dovrebbe essere confermato il classe 2004 Nicola Bagnolini. La linea difensiva si basa sul trio Bruscagin, Di Bitonto e Signorini. Il centrocampo poggia su Rosaia, al suo fianco Djankpata e Carraro. Completano il centrocampo a cinque gli esterni Zallu (che dovrebbe prendere il posto dell’ex amaranto Fazzi e Podda. Il reparto avanzato sarà composto dal capocannoniere La Mantia. Al suo fianco ci sarà Minta.

PRECEDENTI IN CAMPIONATO

Dopo tredici anni i rossoblu tornano a sfidare il Livorno. Il bilancio dei quattro incontri fin qui disputati, tra Gubbio e Livorno, è in perfetta parità: un successo per parte e due pareggi. Anche nel computo delle reti, regna sovrano l’equilibrio: 3 reti a testa. Quella di sabato sarà la terza volta che il Livorno calca il terreno del Gubbio. Il primo incontro fra le due formazioni risale al 23 dicembre 1990, gara terminata 0-0. Il secondo precedente a Gubbio risale al marzo del 1991, una gara terminata col risultato di 1-0, con il gol di Ulivi al 51′. Il terzo precedente in campionato tra le due squadre allo stadio Armando Picchi risale al 29 ottobre 2011. La gara terminò col risultato di parità: 1-1. La partita si mette subito bene per i labronici che al 18′ trovano il vantaggio con l’attaccante Bigazzi. In pieno recupero 93′ i rossoblu siglano il gol del pareggio con Ciofani. Nell’ultimo incrocio gli amaranto, in quel di Gubbio, il 31 marzo 2012, si imposero per 2-1. Amaranto in vantaggio grazie al gol di Belingheri, gli umbri rimontano con Nwankwo. La rete del sorpasso fu siglata al minuto 94′ da Bernacci.

DI CARLO LIVORNO E VENTURATO, I PRECEDENTI IN CAMPIONATO

Ecco Di Carlo-Livorno e Venturato story, caratterizzata da precedenti curiosi e quasi a senso unico nei risultati. Sono tre le gioie di Di Carlo nei 7 precedenti in campionato, in un bilancio completato da 2 pareggi ed altrettanti successi per Venturato. E il bilancio complessivo tra Domenico Di Carlo e il Livorno, è emblematico: cinque incontri altrettante vittorie, alla guida di Parma, Chievo e Spezia.

di Carlo Pannocchia

Schillaci “Più fondi per la sanità nella legge di bilancio”

ROMA (ITALPRESS) – “La sanità sarà protagonista di questa legge di bilancio. Ai 4 miliardi già previsti lo scorso anno per il 2026 se ne aggiungeranno altri 2,2-2,5 miliardi per rendere più adeguato il fondo sanitario nazionale”. Lo afferma il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in una intervista al Corriere della Sera. “I soldi – spiega – serviranno per far fronte alla carenza di personale quindi per assumere medici e infermieri. La popolazione invecchia e così aumentano i bisogni. La pressione sugli operatori va alleggerita”. Sulla possibilità di assumerete infermieri indiani afferma: “Il progetto è in piedi perchè potenzialmente efficace visto che potremmo attingere da una disponibilità di circa 3 milioni di infermieri. Stiamo però vagliando altre soluzioni. In Lombardia hanno preso gli argentini, altri si sono rivolti a Paraguay, Albania e Indonesia. Il problema è trovare professionisti con titoli adeguati ai nostri. Sarà una soluzione tampone”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Smantellata a Caivano piazza di spaccio, sequestrato un 1,2 kg di coca

CAIVANO (NAPOLI) (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Caivano durante una perquisizione a tappeto degli ambienti comuni nel complesso popolare denominato “Bronx”, hanno scoperto l’ennesimo luogo di smercio. Nell’androne condominiale di uno dei palazzoni, un vano a doppio fondo, alimentato da un ingegnoso sistema elettronico.

All’interno 16 panetti di cocaina: 1 chilo e 200 grammi di polvere ancora da tagliare. Sotto un corrimano di una rampa di scale ancora droga, 167 grammi di hashish e un proiettile calibro 22. In un sottoscala, invece, una piccola postazione di monitoraggio dell’area. Telecamere in HD puntate lungo le strade collegate ad un grosso monitor per intercettare l’arrivo delle forze dell’ordine e dare l’allarme ai pusher. Un concentrato di tecnologia servito a poco.

IL VIDEO

foto: ufficio stampa Carabinieri

(ITALPRESS).

Webuild, all’Ara Pacis la mostra “Evolutio”. Salini”Guardare al futuro”

ROMA (ITALPRESS) – Cosa sarebbe l’Italia senza le sue infrastrutture? Senza le dighe che hanno portato acqua ed energia nelle case e nelle industrie, le metropolitane che hanno trasformato le città, le ferrovie che hanno avvicinato territori, persone e storie? Da questa riflessione nasce Evolutio, il progetto culturale e divulgativo firmato Webuild, pensato per raccontare a tutti, in modo immersivo e accessibile, il valore strategico e identitario delle infrastrutture realizzate dal Gruppo. La mostra, ideata e organizzata da Webuild e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata inaugurata oggi alla presenza, tra gli altri, del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin; del ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti; e del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Aperta al pubblico dall’8 ottobre al 9 novembre presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, Evolutio è una mostra multimediale immersiva ideata da Webuild che attraversa oltre un secolo di trasformazioni economiche e sociali dell’Italia, mostrando come il Paese sia passato da nazione agricola a potenza industriale grazie anche alle sue infrastrutture. Un racconto che si estende oltre i confini nazionali, toccando opere simbolo come il Canale di Panama, i ponti sospesi in Turchia, le grandi dighe in Africa, le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Parigi, Doha e Riyadh. “Questa mostra ci racconta il passato, quello che è stato, gli ultimi 120 anni di storia. Grazie alle infrastrutture è cambiato il volto dell’Italia, ma è una mostra anche che guarda molto al futuro e che si pone una domanda: come facciamo a mantenere la ricchezza che abbiamo generato in questo paese, che hanno costruito i nostri padri, i nostri nonni? Per farlo bisogna pensare al futuro ed essere competitivi”, afferma l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini. Grande apprezzamento per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che sottolinea la soddisfazione di “ospitare in un bellissimo luogo di Roma Capitale come l’Ara Pacis questa mostra che testimonia davvero come le infrastrutture abbiano contribuito a fare l’Italia e come oggi svolgano un ruolo decisivo per proiettarci nel futuro. Adesso le infrastrutture devono conoscere un rilancio. Roma Capitale è impegnata da questo punto di vista per realizzare opere importantissime”, conclude. Il vicepremier Tajani ricorda come l’Italia sia stata “realizzata nella sua crescita verso il futuro, quella che oggi è la seconda potenza industriale dell’Europa, da uomini visionari e con coraggio. Politici, imprenditori, architetti e ingegneri, uno di loro è stato Silvio Berlusconi perchè il modello del Ponte era un’idea che ha cercato di trasformare in realtà e che oggi si sta realizzando. Questa è l’immagine dell’Italia, noi abbiamo sempre bisogno di politici e imprenditori visionari che sappiano anche rischiare perchè poi, quando si è visionari, spesso trovi piccoli uomini che cercano di intralciare il lavoro”, aggiunge. In occasione dell’inaugurazione della mostra, Webuild presenta anche il primo Museo Digitale dedicato alle infrastrutture, EVOLUTIO.MUSEUM, una piattaforma nativa digitale che raccoglie e valorizza più di 400 progetti del Gruppo organizzati in hub artistici con foto selezionate dall’archivio storico multimediale Webuild, patrimonio culturale che raccoglie oltre 1,5 milioni tra foto e video. Ogni infrastruttura realizzata da Webuild viene raccontata all’interno del contesto storico e economico in cui è stata realizzata, con l’impatto positivo generato su stili di vita e benessere, offrendo così un’esperienza divulgativa e coinvolgente destinata ad un pubblico ampio oltre che ad addetti ai lavori. Il progetto Evolutio è parte dell’Agenda Cultura di Webuild, un percorso di più ampio respiro che cristallizza l’impegno culturale che il Gruppo da anni promuove per supportare la conoscenza del settore infrastrutturale e il suo impatto sul territorio.
-foto ufficio stampa Webuild –
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Meloni “Piano Trump apre più di uno spiraglio, l’Italia c’è”

ROMA (ITALPRESS) – “Penso che la proposta di piano di pace presentata dal presidente degli Stati Uniti d’America apra oggettivamente più di uno spiraglio. Si tratta di una proposta molto articolata che prevede molte delle cose chieste in questi anni: il cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi, il graduale ritiro di Israele dalla striscia di Gaza, no a nuovi insediamenti in Cisgiordania, il disarmo di Hamas, fino a riconoscere chiaramente l’aspirazione palestinese ad avere un proprio stato”.
Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite a “Cinque Minuti” su Rai1. “E’ un piano sul quale c’è stata una convergenza totale, tra paesi europei, paesi arabi, autorità nazionale palestinese, la stessa Israele, Hamas, seppur con qualche distinguo. E’ una tregua molto fragile”, ha aggiunto. “E’ un percorso molto fragile e bisogna lavorare tutti insieme con forza. L’Italia c’è, perchè a questo ci siamo dedicati in questi mesi, mentre gli altri sventolavano le bandiere. Mi sarebbe piaciuto che il Parlamento votasse a sostegno del piano all’unanimità, ma alcune forze dell’opposizione hanno deciso di non sostenerlo. Il che è abbastanza bizzarro visto lo sostiene persino Hamas”, ha sottolineato Meloni.
(ITALPRESS).
-Foto: Palazzo Chigi-

Nel Lazio triplicate in 8 anni Pmi con un livello di welfare elevato

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuta, a Roma, la tappa del roadshow 2025 dedicato al territorio per diffondere e promuovere la cultura del welfare aziendale tra le aziende di piccole e medie dimensioni, con la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI Lazio. Welfare Index PMI è l’indice che valuta il livello di welfare aziendale nelle piccole e medie imprese ed è promosso da Generali con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio.
Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia ha dichiarato: “Generali è un grande produttore, fornitore e promotore di welfare operando su tre direttrici: iniziative per i 14 mila dipendenti in Italia; soluzioni personalizzate per le imprese assicurate; progetti dedicati allo sviluppo della cultura del welfare nelle piccole e medie imprese, come Welfare Index PMI che, negli ultimi anni, si è evoluto in una nuova fase che prevede un roadshow di approfondimento sulle realtà locali e di incontro con le autorità e con le imprese dei territori. Grazie alla nostra struttura Health&Welfare, a Generali Welion, la società del Gruppo dedicata al welfare integrato, e alla consulenza di valore dei nostri agenti su tutto il territorio italiano, siamo impegnati tutti i giorni nel dare il nostro contributo alle imprese e alla crescita economica del sistema Paese”.
La partecipazione delle imprese laziali a Welfare Index PMI è molto attiva: 406 imprese di questa regione hanno partecipato all’ultima edizione, e 1.721 dall’inizio del progetto nel 2016 a oggi. Molte hanno garantito un’adesione continua, partecipando a più edizioni. Sono laziali diverse best practice di welfare aziendale: 6 delle 142 imprese italiane classificate nel 2024 come Welfare Champion, il livello più elevato secondo l’Indice Welfare Index PMI, e 37 delle 816 Welfare Leader, il livello immediatamente successivo. Il sistema economico e produttivo del Lazio è caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e attività economiche nella Città metropolitana di Roma, dove predominano il terziario e la Pubblica Amministrazione, mentre le province circostanti presentano una struttura produttiva più rarefatta e a prevalente vocazione industriale e rurale. La regione produce l’11,2% del PIL italiano e contribuisce in modo significativo a quasi tutti i settori produttivi, offrendo un contributo elevato alla generazione di valore soprattutto nei macrosettori dell’amministrazione pubblica, sanità, assistenza sociale e attività artistiche e di intrattenimento, ma il suo apporto è importante anche nelle attività finanziarie, nelle attività immobiliari, alloggio e ristorazione, oltre che nel settore delle costruzioni. Nel Lazio sono presenti in regione 466 mila imprese (di cui il 72% a Roma), con una concentrazione di 81,6 imprese ogni mille abitanti: questa diffusione nel territorio è un valore sociale oltre che economico, poichè determina la capacità di impatto del welfare aziendale nelle comunità locali.
Le famiglie con almeno un familiare dipendente del settore privato nel Lazio sono 1,2 milioni, su un totale di 2,6 milioni di nuclei familiari: le aziende della regione sono in grado di raggiungere, con i loro programmi di welfare, il 47,6% delle famiglie di tutti i livelli sociali. Per quanto riguarda gli indicatori di produttività, il Lazio è sopra la media nazionale in un contesto di grande divario tra i sistemi produttivi del Nord e del Mezzogiorno; inoltre, anche il tasso di occupazione è superiore rispetto alla media nazionale: di 5 punti percentuali nel settore privato (53%vs. 48%) e di 2 punti percentuali rispetto all’occupazione femminile (55%vs. 53%).
Le imprese che raggiungono un livello elevato, ovvero alto e molto alto di welfare aziendale, sono nel Lazio il 36% del totale: una quota maggiore rispetto alla media nazionale (33%). Negli ultimi otto anni, da quando la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un nuovo quadro normativo con robusti incentivi per il welfare aziendale, l’evoluzione è stata veloce e continua: le imprese laziali con livello di welfare elevato sono triplicate, passando dal 12% nel 2016 al 36% nel 2024, mentre quelle al livello iniziale si sono dimezzate, dal 48,6% al 24,4%. Nel Lazio quasi otto imprese su dieci (75,6%) hanno raggiunto un livello di welfare almeno medio.
La distribuzione dei livelli di welfare aziendale nelle province laziali presenta una maggiore concentrazione nella città metropolitana di Roma. Quest’ultima raggiunge, difatti, una quota di imprese con livello di welfare alto o molto alto del 37%, mentre i restanti territori aggregati presentano una quota leggermente inferiore, il 34%. Nel Lazio, tutti i settori hanno maturato esperienze significative, con differenze motivate dalle dimensioni organizzative e dalla vocazione delle imprese: il Terzo Settore, ovvero gli enti non profit, a cui appartengono molte strutture che per statuto si propongono obiettivi di interesse sociale, presentano il livello di welfare più
elevato, con il 65% di imprese ad alti livelli di welfare. Livelli alti di welfare si riscontrano anche nel settore degli studi e servizi professionali con il 46% di imprese e la quota raggiunta dall’agricoltura (34%), tenendo conto che si tratta di un settore prevalentemente costituito da piccole e piccolissime attività.
La dimensione aziendale è fortemente correlata al livello di welfare: le imprese che raggiungono un livello elevato sono una vasta maggioranza tra le più grandi: superano l’80% fra quelle con oltre i 250 addetti e il 70% fra quelle da 101 a 250. Si tratta, in effetti, delle aziende che dispongono delle maggiori capacità economiche, di strutture professionali dedicate alla gestione delle risorse umane e di ampie platee di lavoratori beneficiari delle iniziative. Tra le imprese da 10 a 50 addetti il 54% raggiungono un livello di welfare elevato, e tra quelle con meno di 10 addetti il 41%: una consapevolezza acquisita, anche nelle realtà minori, del ruolo sociale dell’impresa e dell’importanza del welfare come leva di gestione del business.
Le imprese con politiche di welfare evolute, nel Lazio come nel resto del paese, ottengono performance superiori di produttività del lavoro e redditività aziendale, e contribuiscono più della media alla crescita dell’occupazione. Da un’analisi dei bilanci, emerge infatti che le aziende che hanno un livello di welfare elevato hanno raggiunto nel 2023 un margine operativo lordo per addetto di 40 mila euro: quasi tre volte quello delle imprese a livello medio (16 mila euro) e quattro volte quello delle imprese a livello iniziale (10 mila euro). Inoltre, le PMI del Lazio hanno registrato una crescita raggiungendo un livello di redditività del 9,5% nel 2023; le imprese con livello di welfare elevato hanno riscontrato una crescita maggiore, raggiungendo nel 2023 una redditività del 13%. Un valore più che doppio di quello delle imprese a livello iniziale, 5,2%. Esse ottengono poi risultati molto migliori nella media, soprattutto in termini di impatto sociale, come testimoniato da diversi indicatori: ampiezza e del grado di utilizzo delle misure di welfare di ogni area, valore dei sostegni economici erogati dall’azienda, pari opportunità della quota di donne che raggiungono posizioni di responsabilità, sicurezza e frequenza di infortuni sul lavoro, responsabilità verso consumatori e fornitori, esistenza di certificazioni e la verifica delle condizioni di lavoro presso i fornitori, welfare di comunità e ammontare dei sostegni offerti dall’azienda alle iniziative sociali nel territorio.
-foto ufficio stampa Generali –
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Consorzi Cobat, riciclate 154 mila tonnellate di prodotti a fine vita

ROMA (ITALPRESS) – Tre filiere integrate, una base sociale in crescita e un contributo concreto all’economia circolare. Questi i risultati presentati a Roma nell’evento a Palazzo Grazioli, organizzato con il supporto di Globe Italia.
“I Consorzi Cobat sono un sistema virtuoso e i sistemi consortili sono strutture fondamentali per lo sviluppo dell’economia circolare”, ha affermato Laura D’Aprile Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE.
Un modello, quello dei consorzi, che contribuisce in modo significativo ai risultati raggiunti dall’Italia che è tra i Paesi leader in Europa per il recupero e il riciclo dei rifiuti. Secondo i dati Eurostat, registra un tasso di uso circolare dei materiali – cioè la quota di materiali riciclati reinseriti nei cicli produttivi – pari al 20,8%, quasi il doppio della media europea. A questo si aggiunge il dato evidenziato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, secondo cui l’Italia guida la classifica UE con l’85,6% di rifiuti riciclati sul totale dei rifiuti trattati. Numeri che testimoniano l’eccellenza del settore, ma che non esauriscono le sfide: allinearsi alle direttive europee, incrementare la raccolta, rafforzare la tracciabilità delle filiere e ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini.
In questo contesto, si inserisce l’azione dei Consorzi Cobat, che oggi hanno presentato a Roma, presso la Sala della Stampa Estera di Palazzo Grazioli, i Bilanci di Sostenibilità 2024. L’evento ha offerto per la prima volta una lettura integrata delle tre filiere Cobat: RIPA (pile e accumulatori), RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e TYRE (pneumatici fuori uso).
L’evento, organizzato insieme a Globe Italia – Associazione Nazionale per il clima, ha visto la partecipazione di Michele Zilla, Presidente di Consorzi Cobat, Michele Priori, Direttore Generale di Consorzi Cobat, Camilla Colucci, CEO di Circularity – Sustainability Partner che ha supportato la redazione dei report, David Viva, Direttore Generale di Cobat RIPA, Valentina Negri, Direttore Generale di Cobat RAEE e Francesco Massaro, Direttore Generale di Cobat TYRE.
Inoltre, sul tema “Sostenibilità come volano di sviluppo: il valore dei consorzi”, sono intervenuti Fabrizio Penna, Capo Dipartimento Unità di missione per il PNRR del MASE; Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE e il Senatore Luca De Carlo, Presidente della 9 a Commissione permanente del Senato.
I risultati raccontano di un sistema in crescita: nel 2024 sono state raccolte e avviate a trattamento oltre 154 mila tonnellate di prodotti giunti a fine vita, mentre i soci dei tre consorzi sono aumentati significativamente negli ultimi tre anni: +22% RIPA, +21% RAEE, +33% TYRE.
“Il nostro primo Bilancio di Sostenibilità integrato non è solo un esercizio di trasparenza, ma il punto di partenza di un percorso condiviso”, spiega Michele Priori, Direttore Generale di Consorzi Cobat. “Per la prima volta Consorzi Cobat racconta la propria identità e la propria visione all’interno di una narrazione unica e integrata. E’ il segno di un sistema consortile che cresce, che affronta le sfide come stimolo al cambiamento e che guarda al futuro con l’ambizione di guidare la transizione verso un’economia circolare più giusta, innovativa e inclusiva. Ogni risultato raggiunto è il frutto di un impegno collettivo: dei nostri soci, delle istituzioni, dei partner e di tutte le persone che insieme a noi credono che la sostenibilità sia una responsabilità concreta e quotidiana” ha sottolineato Michele Priori.
“Il bilancio di sostenibilità è uno strumento importante, perchè ci consente di delineare l’attività’ dei consorzi come strutture fondamentali per lo sviluppo delle filiere circolari, attraverso numeri e dati. I sistemi consortili sono la prima forma di partnership tra pubblico e privato nel settore dell’economia circolare, in cui crediamo molto e che abbiamo scelto di vigilare sempre più attentamente, attraverso l’istituzione di un organismo di vigilanza e controllo dei consorzi e dei sistemi autonomi che nel tempo monitora le attività e applica misure correttive, ove necessario, per garantire un sistema sano e competitivo. I Consorzi Cobat sono un esempio di sistema virtuoso” ha dichiarato Laura D’Aprile Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE.
Fra i dati del 2024, spiccano i principali risultati raggiunti: – Cobat RIPA ha raccolto 88.627 tonnellate di pile e accumulatori esausti, con una crescita del +35% rispetto al 2023. La raccolta ha riguardato in particolare 51.379 tonnellate di batterie per veicoli e 33.075 tonnellate di batterie industriali, cui si aggiungono 4.174 tonnellate di batterie portatili. Parallelamente, i soci del Consorzio hanno immesso sul mercato 236.853 tonnellate di pile e accumulatori, un dato leggermente inferiore rispetto al 2023, ma superiore al 2022.
“Questi risultati confermano la centralità della filiera RIPA per il recupero di materie critiche e per la sicurezza ambientale”, ha commentato David Viva, Direttore Generale di Cobat RIPA.
– Cobat RAEE ha raccolto 27.591 tonnellate di rifiuti elettronici, a fronte di una crescita dell’immesso al consumo, passato da 149.218 t nel 2022 a 195.935,55 t nel 2024. La raccolta dei RAEE domestici è aumentata di oltre 2.500 tonnellate rispetto al 2023, con i raggruppamenti “freddo e clima” (R1) ed “elettronica di consumo” (R4) protagonisti: più di 7.000 tonnellate ciascuno.
“La sfida dei RAEE è accompagnare l’innovazione tecnologica riducendo l’impatto ambientale e valorizzando metalli preziosi da reimmettere nei cicli produttivi”, ha osservato Valentina Negri, Direttore Generale di Cobat RAEE.
Cobat TYRE ha raccolto 38.377 tonnellate di pneumatici fuori uso, corrispondente al 111,36% rispetto al target. La Lombardia si conferma la regione con il maggior volume (4.266,40 tonnellate), ma ottime performance sono arrivate anche dal Sud, a dimostrazione di una rete logistica solida e capillare.
“Abbiamo superato i target ministeriali e dimostrato che la filiera PFU può diventare un motore di innovazione e sostenibilità, anche grazie a nuove applicazioni industriali della gomma riciclata”, ha dichiarato Francesco Massaro, Direttore Generale di Cobat TYRE.
“Questo Bilancio di Sostenibilità è la prova che i Consorzi Cobat sanno trasformare responsabilità in opportunità, unendo imprese e istituzioni in un progetto comune di futuro circolare per il Paese. Le nuove normative europee, l’evoluzione dei mercati, la necessità di rafforzare la tracciabilità e il recupero delle materie prime critiche sono solo alcuni dei fronti su cui siamo chiamati a misurarci. Siamo convinti che proprio in queste sfide risieda la possibilità di costruire un sistema più avanzato e più giusto, capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale. Il nostro obiettivo, oggi più che mai, è guidare la transizione verso un modello sostenibile di sviluppo, mettendo al centro l’interesse collettivo e il futuro del Paese” ha concluso Michele Zilla, Presidente di Consorzi Cobat.
-foto ufficio stampa Consorzi Cobat –
(ITALPRESS).

Scompenso cardiaco, presentato il paper con le nuove linee di azione

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi a Roma l’evento di presentazione del policy paper “Verso un piano nazionale per lo Scompenso Cardiaco”, alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni, esperti clinici e associazioni di pazienti. L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia, Roche Diagnostics e Bayer Italia, ha presentato i risultati del documento elaborato dal Gruppo di Lavoro dedicato, che negli ultimi mesi si è riunito periodicamente per affrontare le principali criticità legate a una patologia in costante crescita come lo scompenso cardiaco.
In Italia lo scompenso cardiaco interessa circa un milione di persone ed è la prima causa di ospedalizzazione negli over 65. Le riospedalizzazioni, in particolare, rappresentano la voce più rilevante della spesa sanitaria correlata allo scompenso: circa l’85% dei costi annui sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale per la gestione di ciascun caso, stimati in 11.800 euro, è infatti riconducibile ai ricoveri. Il Gruppo di Lavoro ha pertanto individuato tre direttrici di intervento prioritarie: rafforzare la diagnosi precoce attraverso l’accessibilità al test NT-proBNP, definire percorsi di presa in carico strutturati e multidisciplinari mediante PDTA gestionali regionali, favorendo una collaborazione continuativa tra medici di medicina generale, specialisti ospedalieri e territoriali, e consolidare l’integrazione ospedale-territorio con il supporto di strumenti digitali come il Fascicolo Sanitario Elettronico, la telemedicina e il telemonitoraggio.
Un tema centrale emerso nel paper riguarda la diagnosi precoce, considerata una leva decisiva per individuare tempestivamente i pazienti a rischio di scompenso cardiaco e avviare trattamenti in grado di modificare la prognosi, Fabrizio Oliva, Past President dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri – ANMCO, ha rimarcato l’importanza dell’integrazione del test NT-proBNP anche in contesti di primo livello e del ricorso a strumenti digitali per rafforzare la presa in carico: “individuare precocemente il paziente a rischio di insufficienza cardiaca è fondamentale per prevenire la progressione della malattia e ridurre il ricorso al ricovero, che incide in maniera significativa sulla prognosi. L’integrazione del test NT-proBNP nei setting territoriali permetterebbe non solo di attivare percorsi clinico-assistenziali tempestivi ed equi, ma anche di anticipare l’accesso ai trattamenti raccomandati, migliorando la qualità della presa in carico. In questo percorso, strumenti come la telemedicina e il Fascicolo Sanitario Elettronico possono favorire un dialogo più continuo tra specialisti e medici di medicina generale, garantendo un monitoraggio più ravvicinato e una gestione personalizzata nel tempo”.
All’interno del paper, inoltre, la necessità di rendere operativi PDTA gestionali unici per patologia, sintetici e realmente applicabili nei diversi contesti regionali, emerge come condizione abilitante per una presa in carico continua e multidisciplinare del paziente. In questa prospettiva, Stefania Paolillo, delegata della Società Italiana di Cardiologia – SIC, ha espresso l’esigenza di una regia clinica chiara, capace di coordinare medici di medicina generale e specialisti, valorizzando strumenti digitali validati per dare continuità informativa ai percorsi: “lo scompenso cardiaco è una condizione clinica che richiede un approccio multidisciplinare: senza un coordinatore del percorso il paziente si disperde tra esami e visite. Occorre un PDTA gestionale, conciso e pratico, che parta dalle esperienze regionali e converga verso un indirizzo nazionale condiviso, con ruoli e responsabilità definiti. La dimensione digitale non è accessoria: Fascicolo Sanitario Elettronico, teleconsulto e televisita, se implementati con strumenti validati e fruibili, costituiscono il filo conduttore che consente a tutti gli attori di sapere cosa è stato fatto, cosa resta da fare e perchè, rendendo il percorso effettivamente integrato e sostenibile”.
Il documento ha posto in evidenza i bisogni del paziente, sottolineando come la diagnosi precoce, la presa in carico del paziente secondo un percorso ben delineato dai PDTA regionali, incida sulla efficacia della cura e sulla qualità di vita del paziente cronico, ed in particolare del paziente affetto da scompenso cardiaco. Maria Rosaria Di Somma, Consigliera delegata dell’Associazione Scompensati Cardiaci – AISC, ha ricordato che la sostenibilità del sistema dipende dalla capacità di integrare ospedale e territorio, semplificando i percorsi e valorizzando i luoghi di prossimità: i pazienti hanno bisogno di percorsi chiari, multidisciplinari ed integrati, in grado di prevenire la fase acuta e di garantire continuità nella gestione della cronicità. Anche al fine di alleggerire l’ospedale preposto alla fase acuta, il territorio deve diventare il fulcro della cronicità: medici di medicina generale, farmacie, case di comunità devono poter eseguire, tra l’altro, test fondamentali come l’NT-proBNP per uno screening di prevenzione primaria e secondaria ed accompagnare il paziente in ogni fase di cura ed assistenza. Strumenti digitali come la telemedicina possono offrire un supporto prezioso, ma serve anche una decisa semplificazione burocratica: l’accesso alle terapie innovative è un diritto costituzionale e deve essere facilitato, alleggerendo il carico sia per i pazienti che per i medici.
La presentazione del paper rappresenta dunque un punto di partenza per consolidare un approccio condiviso e sostenibile, capace di fornire ulteriori strumenti alle Istituzioni, così da migliorare la qualità di vita dei pazienti con scompenso cardiaco.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Usa, ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk. Trump “Lo ammiravo”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Charlie Kirk è stato ucciso. L’attivista, fervente sostenitore di Donald Trump, è morto dopo che questo pomeriggio è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco al collo durante il suo intervento alla Utah Valley University di Orem. Kirk, 31 anni, era il fondatore di Turning Point Usa, un’organizzazione no-profit che si propone di diffondere idee conservatrici tra gli studenti dei campus statunitensi. Dopo che aveva chiesto di pregare per lui, è stato lo stesso Trump ad annunciare la morte di Kirk, che era giunto in ospedale in condizioni disperate. “Il Grande, e persino Leggendario, Charlie Kirk è morto – ha scritto il presidente Usa su Truth -. Era amato e ammirato da TUTTI, soprattutto da me, e ora non è più tra noi. Le condoglianze mie e di Melania vanno alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti amiamo!”.
E’ ancora aperta la caccia all’attentatore: una persona sospetta era stata fermata e posta in custodia dalla polizia, ma non si trattava di chi ha sparato – come rivelato dalla Utah Valley University – da 182 metri di distanza.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Torino, alle Gallerie d’Italia la mostra “Erik Kessels. Un’immagine”

TORINO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo apre al pubblico dall’11 settembre al 7 ottobre 2025 alle Gallerie d’Italia – Torino la mostra “Erik Kessels. Un’immagine”, la più recente opera dell’artista visivo olandese Erik Kessels. Si tratta di un’installazione multimediale che valorizza le immagini già digitalizzate dell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo (oltre 60 mila), trasformate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale per formare un’unica fotografia in continuo movimento. Ne emerge un ritratto fluido dell’Italia che esula dal racconto cronologico: le immagini di persone, cronaca, sport dell’Archivio Publifoto sono frammenti di storia che si compenetrano l’una nell’altra. In questa video installazione l’Archivio Publifoto assume la forma di un magma organico multiforme che rivela e dissolve le immagini delle persone e degli eventi che hanno fatto l’Italia, un archivio umano proiettato in gigantografia.
La sala immersiva del museo torinese della Banca si trasforma così in un teatro visivo e musicale dove il passato e il presente si avvicendano in modo ininterrotto attraverso una colonna sonora realizzata appositamente dall’inglese Robin Rimbaud (in arte Scanner) e dall’italiano Stefano Pilia, musicisti elettronici d’avanguardia.
Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia, afferma: “L’Archivio Publifoto è tra le prime ragioni delle Gallerie d’Italia di Piazza San Carlo ed è un grande laboratorio dove le fotografie sono oggetto costante di studio, restauro, digitalizzazione e presentazione al pubblico.
Il progetto di Kessels, accompagnato da una musica originale, porta su un piano contemporaneo protagonisti e avvenimenti della storia del Paese. Nel momento in cui viene raccontato, attualizzato e condiviso, un Archivio offre una risposta alla domanda sul ruolo di un museo oggi, non solo nel conservare il passato, ma anche nell’intercettare e approfondire il presente”. Il progetto di Erik Kessels sarà una occasione di valorizzazione dell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, con visite guidate gratuite per approfondire la storia dell’agenzia fotogiornalistica, le diverse tipologie di documenti presenti in archivio (negativi, provini a contatto, stampe originali, ma anche registri, schedari e volumi), gli aneddoti che si celano dietro i servizi fotografici, oltre ai diversi aspetti legati alla conservazione, catalogazione e valorizzazione di questo ricco patrimonio. Gli appuntamenti sono in programma nei giorni: 11 settembre alle ore 10.30 e 17.30, il 18 settembre alle ore 18.00, il 23 settembre alle ore 10.30. Prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente alle ore 16:00 scrivendo a torino@gallerieditalia.com.
Il museo di Torino, insieme a quelli di Milano, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca e Direttore Generale Gallerie d’Italia.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).