L’Inter sfida il Bruges, Chivu “Sogno si deve trasformare in responsabilità”

APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – Avanti con la stessa mentalità, propositivi e con coraggio. Cristian Chivu ha dettato la linea alla vigilia della seconda giornata della fase campionato di Champions League, dove l’Inter – reduce dalla sconfitta al Bernabeu contro il Real Madrid – affronterà il Bruges nella prima sfida casalinga in Europa. “Non decidiamo noi quello che dobbiamo fare – ha dichiarato il tecnico -, cerchiamo di mantenere la nostra identità. C’è anche un momento della partita che ti porta a fare certe scelte. A Madrid abbiamo anche quasi dominato, non abbiamo subito niente per i primi venti minuti, poi il loro gol ci ha costretto a cambiare identità”.

L’obiettivo principale, dunque, sarà quello di non cambiare il proprio approccio alla sfida: “Io voglio trasmettere coraggio e fiducia. Non posso dire ai miei ragazzi ‘per una partita rimaniamo indietro e facciamoci il segno della croce dopo che tutto l’anno sottolineo il fatto di essere sempre propositivi. In campo si raccoglie quello che si merita, a volte si fanno degli errori, ma si va avanti con la consapevolezza. Non vorrei mai perdere il ‘modo di perdere, se dobbiamo essere sconfitti vogliamo decidere noi come”.

Il tecnico dell’Inter è poi tornato sulla consapevolezza del gruppo e sulla volontà di andare più avanti possibile in Europa: “E’ lo status di una società che ti impone di cercare di raggiungere gli obiettivi, ma quando si parla di sogno non sempre è detto che si possa anche realizzare. Il sogno si deve trasformare in responsabilità – ha proseguito -, nel cercare di migliorarsi quotidianamente. Non ci sono soldi che possono comprare un trofeo così importante, non ci sono giocatori o allenatori che ti possono garantire di raggiungere questo trofeo. Devi avere il coraggio di sognare, ma la cosa più importante è il lavoro quotidiano”.

Il tecnico dell’Inter è poi tornato sullo stato di forma di Alessandro Bastoni, tornato dalla Nazionale dopo aver segnato due reti fondamentali: “Come ho visto Bastoni? Non torno indietro su tutto quello che ha dovuto sopportare e vivere, per quello che è accaduto – riferendosi all’espulsione nel play-off con la Bosnia – sappiamo quale è la sua personalità e il suo valore. Ma non doveva dimostrare niente a nessuno, è sempre stato un giocatore di un certo valore, è un patrimonio per l’Inter e per l’Italia”.

Qualche chiarimento è arrivato anche per quanto riguarda gli infortunati: “Calhanoglu sta bene, mi ha sorpreso anche la domanda post partita, è uscito integro, ha messo il ghiaccio soltanto per precauzione. Spence? Appena arrivato qua ha avuto dei problemi fisici, ma lo vedo meglio, ha preso fiducia grazie ai 25 minuti giocati sabato”, ha spiegato per poi concentrarsi sul Bruges. “E’ una squadra che ha un’identità, è propositiva in entrambe le fasi, hanno un valore nelle individualità. In Champions nessuna partita è facile”, ha concluso il tecnico del team nerazzurro.

– Foto Ipa Agency –
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Alcaraz ko a Shanghai, Zverev matematicamente numero 1 Atp a fine 2026

ROMA (ITALPRESS) – Reduce dal successo nel torneo di Tokyo, Carlos Alcaraz ha ceduto al terzo turno nel “Rolex Shanghai Masters”, il penultimo Atp Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi totale pari a 9.415.725 dollari, in corso sui campi in cemento del “Qi Zhong Tennis Center” della metropoli cinese. Il giocatore spagnolo, numero 3 del mondo e seconda forza del tabellone, si è arreso contro il belga Zizou Bergs, numero 39 del ranking internazionale, col punteggio di 7-5 7-6 (4). Alla luce di questa sconfitta di Alcaraz e, soprattutto, della “conclusione della stagione anticipata” di Jannik Sinner, Alexander Zverev sarà matematicamente il numero uno della classifica Atp al termine del 2026. Per il tedesco, quindi, un anno record: due vittorie (le prime per lui in carriera) a livello di Grande Slam, centrate al Roland Garros e agli Us Open, l’imminente primo posto nel ranking mondiale, mai occupato prima, e anche la certezza di chiudere la stagione da numero uno Atp.
– foto Ipa Agency –
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Omc Med Energy 2027, Ravenna al centro della sfida energetica del Mediterraneo

RAVENNA (ITALPRESS) – Il Mediterraneo come piattaforma strategica per l’energia e i porti come hub sempre più centrali per sicurezza degli approvvigionamenti, industria e transizione energetica. Sono questi due dei principali temi attorno ai quali si svilupperà OMC Med Energy 2027, in programma al Pala De Andrè di Ravenna dal 13 al 15 aprile. A sei mesi dall’apertura sono già confermati quasi 6.000 mq di spazi espositivi, oltre 300 aziende e 40 nuovi espositori che hanno scelto OMC Med Energy per la prima volta. A questo si affianca la presenza dei Ministri dell’Energia dell’Italia e del Nord Africa.
La nuova edizione è stata presentata oggi nel corso della conferenza stampa “Da Ravenna al Mediterraneo. Una storia costruita insieme”, parte della roadmap verso l’appuntamento di aprile. All’incontro, moderato da Edoardo Dellarole, presidente del Comitato Scientifico di OMC Med Energy 2027, sono intervenuti il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Grammenos Mastrojeni, Negoziatore ambientale, docente e scrittore, già Segretario Generale Aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo, e Francesca Zarri, presidente di OMC Med Energy 2027.
“Connecting the Med: Solutions to Navigate the Energy Complexity” è il titolo dell’edizione 2027, dedicata a un Mediterraneo sempre più interconnesso tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. In questo scenario, i porti diventano hub energetici e industriali, integrando GNL, biocarburanti, elettrificazione, idrogeno, rinnovabili offshore e cattura e stoccaggio della CO2.
«La complessità non è più un elemento temporaneo dello scenario energetico, ma la condizione nella quale dobbiamo imparare a operare – sottolinea Francesca Zarri -. Dobbiamo garantire sicurezza degli approvvigionamenti e accelerare la decarbonizzazione, rendere sostenibile il sistema energetico mantenendo competitiva l’industria europea e investire nelle tecnologie di domani continuando a garantire l’energia necessaria oggi. Non esiste una soluzione unica: servono tecnologie diverse, infrastrutture, investimenti, capacità industriale e soprattutto collaborazione».
Ravenna è già al centro di questa trasformazione, grazie a una consolidata filiera industriale legata all’offshore e alle nuove tecnologie energetiche. A questo patrimonio si affiancano il terminale di rigassificazione, Ravenna CCS, le rinnovabili offshore e gli investimenti del porto nelle infrastrutture e nelle nuove filiere energetiche.
«Ravenna non esporta soltanto prodotti e servizi. Esporta competenze – prosegue Zarri -. Qui mare, energia e industria convivono da decenni. E’ questa anche la funzione che vogliamo dare a OMC Med Energy: non soltanto raccontare la transizione, ma mettere insieme le persone che devono realizzarla».
Il programma della Conference unirà confronto strategico internazionale, approfondimento tecnico-scientifico ed Exhibition, con focus su sicurezza energetica, Mediterraneo, porti e logistica, competitività industriale, investimenti e finanza, decarbonizzazione e data center. Il programma tecnico-scientifico si svilupperà nelle tre aree Technologies and Applications, Carbon Neutrality e Operational Excellence, dalle nuove tecnologie e digitalizzazione a LNG, CCUS, idrogeno, rinnovabili, efficienza energetica, offshore e logistica. Spazio anche ai giovani, attraverso l’Innovation Room e il coinvolgimento di studenti, università e ricercatori.
«Connettere le due sponde del Mediterraneo, porti e sistemi energetici, industria e ricerca, esperienza e nuove generazioni: è questa la direzione nella quale vogliamo andare – conclude Zarri -. OMC Med Energy è nata a Ravenna dall’esperienza di un territorio e delle sue imprese. Oggi possiamo mettere quell’esperienza in relazione con il Mediterraneo e con il mondo».
-foto ufficio stampa OMC Med Energy-
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Dpfp, Corte dei Conti “Cornice prudente e attenta ai vincoli europei”

ROMA (ITALPRESS) – Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica “delinea una cornice di bilancio prudente e attenta ai vincoli europei per la manovra e il triennio successivo riflettendo innanzitutto il quadro macroeconomico globale, attuale e prospettico, ad alta turbolenza, che si ripercuote sulle finanze pubbliche in termini sia di richieste di sostegno ai redditi delle famiglie e ai bilanci delle imprese di fronte all’inflazione, sia di tensioni sui rendimenti dei titoli pubblici”. Lo rileva la Corte dei Conti nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio della Camera e del Senato.

“Il Pil italiano tendenziale è previsto crescere di appena lo 0,6 per cento il prossimo anno (contro l’1 per cento dell’anno in corso) per poi risalire leggermente nel 2028-2029, con uno 0,8 per cento in entrambi gli anni – prosegue la Corte dei Conti -. Il DPFP definisce il quadro programmatico muovendo da uno scenario tendenziale che conferma l’obiettivo del rientro dall’indebitamento netto sotto la soglia del 3 per cento già nel 2026 al fine di uscire dal blocco dei paesi osservati speciali, ma incorpora, per il biennio successivo, l’utilizzo di spazi di flessibilità, riconosciuti a livello europeo attraverso la clausola di salvaguardia nazionale”.

“Tale scelta è motivata dalla esigenza di finanziare incrementi di spesa in difesa e misure addizionali in energia che, pur esercitando inevitabilmente un impatto sui saldi di finanza pubblica, non determina il superamento dei tassi di crescita della spesa netta raccomandati dal Consiglio. L’attivazione della clausola sarà, comunque, parziale, poiché il Documento – e congiuntamente la richiesta di scostamento di bilancio che verrà presentata nei prossimi giorni al Parlamento – prevede, in realtà, un impiego della NEC che non intende utilizzare tutto lo spazio potenzialmente disponibile, pari a 1,5 punti di Pil (circa 36 miliardi di euro), ma soltanto 0,6 punti: 0,3 punti di Pil per la difesa e altrettanti per l’energia in ciascuno dei due anni 2027 e 2028″, spiega ancora la Corte dei Conti.

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Meloni “Crescita 2026 può arrivare a +1%, servono risposte strutturali su energia”

MILANO (ITALPRESS) – “La crescita per il 2026 può arrivare a +1% in linea con le principali economie europee e sopra le previsioni. Sono risultati che ci devono incoraggiare e sui quali insieme si può costruire”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea generale di Assolombarda a Milano. “La crescita in Italia è ancora troppo debole, ma la nostra economia ha dimostrato di saper reggere l’onda d’urto di scenari complessi”, ha aggiunto. “Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo. Se l’Italia è forte, autorevole e ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori”, ha proseguito la premier, sottolineando che “in un mondo che corre sempre più rischia di non esserci spazio per chi indietreggia e per chi tentenna”. Sul fronte energetico, Meloni ha ricordato gli interventi messi in campo dal governo per contrastare il caro prezzi. “Abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere l’Italia dal caro energia. Quando le tensioni in Medioriente e lungo le rotte del Golfo di Hormuz hanno fatto schizzare i prezzi, siamo intervenuti con tagli delle accise e con il meccanismo delle accise mobili. Poi con l’abolizione del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie”, ha affermato. “Abbiamo rivolto alle principali società e compagnie energetiche un appello a calmierare”, ha aggiunto la presidente del Consiglio, spiegando che “diverse compagnie hanno risposto positivamente e le ringrazio ancora per questo”. Ma, ha avvertito, “questa è gestione dell’emergenza e servono risposte strutturali, se no noi rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza”. Il governo è al lavoro anche con la Commissione europea per contenere il costo dell’energia elettrica. “Stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica, il confronto è in fase avanzata e confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa”, ha dichiarato Meloni. La premier ha quindi richiamato l’attenzione sulle conseguenze delle tensioni internazionali. “L’Europa deve prendere atto che la crisi in Iran, la chiusura di Hormuz e l’instabilità nel Mar Rosso stanno facendo salire i costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti, e soprattutto alimentano un’inflazione che sfugge al nostro controllo ma che pesa molto sulle famiglie, sui sistemi produttivi e sui conti pubblici”, ha sottolineato. Infine, Meloni ha rilanciato l’obiettivo del ritorno alla produzione di energia nucleare in Italia. “Si sono realizzate le condizioni utili per avviare un percorso che ha un obiettivo ambizioso e necessario, cioè di arrivare ad avere la prima produzione di energia da nuovo nucleare entro il prossimo decennio”, ha detto, concludendo che “si continuerà a lavorare”. (ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Zelensky “Putin non legge Truth, violata la tregua sugli impianti energetici”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che Mosca ha già violato il cessate il fuoco relativo agli impianti del settore energetico, bombardando una centrale elettrica a Kharkiv. Parlando in videocollegamento al Forum sulla sicurezza a Varsavia, Zelensky ha così fatto riferimento all’annuncio su Truth del presidente Usa Donald Trump, secondo cui sarebbe entrata in vigore immediatamente una tregua relativa alle infrastrutture energetiche per risparmiarle dai bombardamenti. “E’ chiaro che Putin non legge il social Truth”, ha commentato il presidente ucraino. Se la Russia non rispetterà il cessate il fuoco, ha proseguito Zelensky, l’Ucraina “reagirà”.
(ITALPRESS).

Mattarella “Contrapposizioni non facciano disperdere l’unità di fondo”

ROMA (ITALPRESS) – “Il vostro essere parte del tessuto della Repubblica ha significato, per i dirigenti, pagare anche prezzi alti. E’ avvenuto durante il terrorismo, quando le Brigate Rosse assunsero alcuni dirigenti come bersaglio per cercare di smantellare riferimenti del nostro modello di vita. A Pietro Coggiola, Carlo Ghiglieno, Manfredo Mazzanti, Renato Briano, Giuseppe Taliercio, assassinati perchè ridotti a simboli da un feroce delirio ideologico, rivolgiamo il nostro pensiero.
L’Italia avrebbe presto sconfitto il terrorismo grazie ai propri valori civili e alla propria unità. Quell’unità di fondo che non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla celebrazione dell’80^ anniversario di CIDA.
“Oggi un mondo nuovo si sta plasmando tra rapidissime trasformazioni. Dobbiamo tenerne il passo.
Non sarà facile sfruttare l’onda prorompente delle nuove tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, della robotica ponendole a servizio non soltanto di maggiori profitti e di migliore efficienza ma anche di una crescita qualitativa e di una organizzazione produttiva e sociale che valorizzi la persona, che tuteli sempre la sua dignità, che rafforzi la coesione sociale – ha sottolineato il capo dello Stato. E’ compito che coinvolge il vostro impegno quotidiano. Le funzioni dirigenti private e pubbliche, dei servizi essenziali, dei settori emergenti sono una nervatura essenziale di una società che voglia restare protagonista del proprio futuro. Si tratta dell’alleanza del lavoro, premessa, nella nostra Costituzione, del carattere universale di diritti della persona, e nel contempo dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale, paradigma del nostro modello di vita. Un’alleanza che deve saper guardare al futuro e quindi ai giovani”.
Per Mattarella “l’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire. La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui nessuno intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni. Vi auguro di affrontare le sfide che ci attendono con tutta la grande energia e l’alta fiducia di cui siete capaci”, ha proseguito.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Premio Nobel per l’economia assegnato agli americani Hall e Woodford

STOCCOLMA (SVEZIA) (ITALPRESS) – Il premio Nobel per l’economia
2026 è stato assegnato a Robert E. Hall e Michael Woodford,
economisti entrambi statunitensi, per i loro studi sulle
fondamenta della stabilizzazione macroeconomica. Lo rende noto la
Reale Accademia Svedese delle Scienze. I due economisti insegnano
rispettivamente alla Stanford University (Hall) e alla Columbia
University (Woodford). “I vincitori del premio Nobel ci hanno
aiutato ad attenuare gli alti e bassi dell’economia”, spiega
l’Accademia svedese in una nota. “Hanno sviluppato nuovi modelli
macroeconomici che hanno migliorato significativamente la nostra
capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla
base di questi modelli, misure di politica fiscale e monetaria
tempestive possono ridurre i picchi e le flessioni dell’economia”,
si legge ancora.
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-Foto Ipa Agency-

Sobrero “Imprese credono nella sostenibilità, sfida è coinvolgere le piccole”

MILANO (ITALPRESS) – La sostenibilità resta un elemento strategico per molte imprese italiane, ma occorre coinvolgere maggiormente le aziende più piccole e rafforzare la gestione della catena di fornitura, per garantire il rispetto dei diritti umani e la riduzione dell’impatto ambientale. E’ quanto sottolinea Rossella Sobrero, membro del gruppo promotore del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, in un’intervista all’agenzia Italpress, al termine della quattordicesima edizione, ospitata all’Università Bocconi di Milano. “Se qualcuno pensa che la sostenibilità sia andata in soffitta non è venuto al Salone e non ha visto con quanta energia le imprese investono su questi temi”, afferma Sobrero, evidenziando come le aziende più impegnate abbiano ormai integrato la sostenibilità nelle proprie strategie. Restano tuttavia molte realtà ancora indifferenti, soprattutto tra le imprese di dimensioni ridotte, che “hanno meno capacità e a volte meno risorse per avviare dei processi di innovazione e di trasformazione”. Nel corso dei 120 incontri del Salone sono stati affrontati temi che spaziano dalla transizione energetica alla crisi climatica, dal welfare all’inclusione, fino alla governance aziendale e alle politiche per i giovani. “L’impegno delle imprese non è più unidirezionale, ma è cercare di integrare le diverse dimensioni economica, sociale e ambientale nelle proprie strategie”, osserva Sobrero. Un altro tema centrale riguarda la comunicazione degli impegni di sostenibilità, sulla quale pesa il rischio di essere accusati di greenwashing. “Qualche azienda può essere titubante perchè o può dimostrare che le proprie affermazioni, come “100% green” o “amico dell’ambiente” sono autentiche, o può essere accusata di greenwashing”, spiega. Una cautela che, secondo Sobrero, in alcuni casi può tradursi in una minore comunicazione delle iniziative intraprese. Attenzione anche alle aspettative delle nuove generazioni, che chiedono alle aziende maggiore trasparenza e coerenza. “I giovani per fortuna sono molto più critici, anche un pò diffidenti e hanno bisogno di avere delle rassicurazioni che, per esempio, entrando in un’azienda, alcuni valori e alcuni principi vengano rispettati”, sottolinea. Tra le richieste figurano un migliore equilibrio tra vita e lavoro, maggiore trasparenza nei percorsi di carriera e una gestione più attenta del welfare. Le imprese, aggiunge, devono offrire risposte convincenti anche alla luce delle difficoltà nel reperire personale, soprattutto qualificato. La sfida più urgente resta però la gestione della filiera produttiva. Le aziende, avverte Sobrero, possono essere coinvolte in casi di greenwashing o in altre criticità “non per colpa propria ma perchè non hanno gestito nel modo migliore i propri fornitori”. Per questo le grandi imprese, in quanto capofila delle catene di fornitura, possono svolgere un ruolo decisivo nel sostenere i partner più piccoli. “Questa è una vera sfida attraverso la formazione, il sostegno, l’accompagnamento”, conclude Sobrero, ricordando che violazioni gravi dei diritti umani o carenze nella gestione dell’impatto ambientale da parte di un fornitore possono provocare conseguenze anche per la grande impresa committente.
La quindicesima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale è prevista a Milano nell’ottobre 2027.

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Malagò “Nazionale ha riacquistato fiducia, commissariamento un danno”

ROMA (ITALPRESS)- “La nazionale maggiore, negli ultimi trenta giorni, ha fatto cose molte importanti. Abbiamo cominciato dal secondo tempo col Belgio, poi c’è stata l’andata e il ritorno con la Turchia e la gara con Francia, facendo vedere qualcosa per qualcuno sorprendente. Con l’under 21 siamo agli Europei, ora puntiamo al podio e vogliamo qualificarci alle Olimpiadi, a cui manchiamo da quattro edizioni. Ha dei talenti e possono essere utilizzabili per la nazionale maggiore in tempi brevi, e viceversa, con gli azzurri della Nazionale che possono essere chiamati da Baldini per l’Europeo di categoria”. Lo ha detto il commissario della Figc, Giovanni Malagò, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport”, su Rai Radio 1, commentando il buon momento delle selezioni azzurre. “Non penso che il calcio italiano non stia attraversando un bel momento: il campionato è divertente, sulla carta le squadre italiane possono fare bene nelle competizioni (europee, ndr), la Nazionale ha riacquistato fiducia ed entusiasmo, con dati di share e audience che non si vedevano da tempo, aziende e sponsor sono tornati a investire, gli stadi sono pieni in Serie A, B e Lega Pro”, ha aggiunto l’ex numero uno del Coni. Che torna sul suo mancato tesseramento che ha reso necessaria una nuova assemblea elettiva della Federcalcio: “Se il commissariamento è per me un danno? E’ innegabile, sarebbe poco serio ignorare tutto questo. D’altronde chi ha provocato questo tipo di problema ha raccontato che non c’entravo nulla – ha spiegato Malagò – Era una situazione molto atipica, so che la Figc ha un triste record per numero di commissariamenti, ma questo caso è atipico, tra 50 anni sarà studiato all’università”. “Diana Bianchedi? Ho sbagliato il timing. Sono straconvinto sia la persona che più di tutte può rappresentare il ponte culturale tra il calcio e gli altri sport, in termini valoriali e in termini della sua storia professionale, del curriculum sportivo e imprenditoriale”, ha spiegato Malagò in merito all’ex schermidrice, dimessasi dal ruolo di capo delegazione della Nazionale maschile che le era stato affidato proprio dall’ex presidente del Coni. Infine, il giorno dopo l’elezione di Francesco Massini alla presidenza dell’Associazione Italia Arbitri: “Il mondo Aia è spaccato, dovrò operarmi il più possibile per renderlo unito. Ci sono state aggressioni fisiche a giovani arbitri e c’è un problema di budget: quello del 2026 era già impostato e non era starordinario, sto cercando fondi per fare di più”, ha concluso Malagò.
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